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Vincolato alla tutela monumentale, Palazzo Ceni sorge nel centro storico di Medole (MN) a lato della Parrocchiale e vanta un passato denso di storia; il suo archivio è ricco di ricordi di uomini illustri che furono ospiti del nobile casato. Le origini più antiche del palazzo si rilevano da un atto notarile che tratta della successione dei Ceni datato 1672. L’ipotesi più fondata rileva la presenza, in origine, di due fabbricati di proprietà diverse fusi in un secondo tempo fino ad ottenere l’assetto attuale: la proprietà dei Da Ceno (in cui nacque, nel 1533, il poeta Ascanio de Mori da Ceno) e l’ex casa parrocchiale (che ospitò il celebre Tiziano, nipote del parroco nel 1563).

Palazzo Ceni in una cartolina dei primi del 900Il palazzo rappresenta una testimonianza estremamente significativa dell'abitazione nobiliare-borghese bresciana così come viene presentata nelle riforme sette-ottocentesche. La costruzione originaria è antica, rinascimentale, ma il palazzo è stato ristrutturato complessivamente alla metà del settecento ed in seguito ulteriormente modernizzato nel corso dell'ottocento. Al centro della facciata principale un artistico portale, tutto in marmo, finemente lavorato. Lo stemma sopra il portale conferma l’antica nobiltà dei Ceni, discendenti del grande poeta Ascanio de Mori da Ceno, coltissimo letterato e prosatore, in intimi rapporti con Torquato Tasso. Anche il basamento e la zoccolatura sono in marmo.
L’interno è caratterizzato in molti ambienti da decorazioni pittoriche (tempere) significative del gusto e della cultura patrizia sette-ottocentesca. La loggia dell' ultimo piano è di costituzione cinquecentesca. La struttura tipologica del palazzo a corpo doppio presenta, canonicamente, un androne passante al piano terreno che distribuisce lo scalone principale, il quale dà sul salone centrale del primo piano verso la strada con una serie di stanze a infilata disposte in parallelo alla strada.

Inaugurazione della lapide a Garibaldi, 4 Ottobre 1910L'edificio è stato donato all'Amministrazione Comunale dall'ultima proprietaria Ceni che lo ha abitato fino alla scomparsa. Grazie al contributo di Fondazione Cariplo è stato possibile concepire di restituire alla comunità medolese questo gioiello di architettura attraverso un complesso lavoro di recupero che vede coinvolte, tra le altre, realtà importanti come il Politecnico di Milano – Sede distaccata di Mantova e l’Università degli studi di Brescia. Sono attualmente in fase avanzata i lavori per la riqualificazione funzionale del fabbricato ed è volontà dell’Amministrazione Comunale condividere tale ambizioso progetto ed i preziosi risultati conseguiti fino ad oggi con la comunità attraverso questo sito dedicato.

Un doveroso ringraziamento alla Famiglia Ceni, nella figura della donatrice e dei suoi discendenti, a Fondazione Cariplo, alla Provincia di Mantova, alla comunità tutta che coinvolta, attende.